Robotica, passa anche per i Makers l’invasione dei robot nella nostra quotidianità

di
Davide Bottino

I robot, nella loro accezione più ampia, stanno facendo sempre più breccia nella nostra vita, da fenomeno fantascientifico letterario e filmico, spesso legato all’animazione giapponese (il Giappone è sempre stato terra fertile per la robotica mainstream), sono diventati negli ultimi anni progressivamente sempre più parte attiva in molti settori, dall’ambito militare alla produzione.  Il lavoro meccanizzato complesso sta affiancando sempre più l’uomo, utilizzando robot attualmente progettati come sistemi ibridi costituiti da vari sottosistemi composti da una parte hardware elettronica, opportunamente programmata tramite software. Si possono fare diversi esempi di robot attualmente impiegati o di prossima implementazione.

AstroboyKirobo è il primo robot astronauta, realizzato dalla Robot Garage di Tomotaka Takahashi, ad andare sulla Luna a fare compagnia all’astronauta nipponico Koichi Wakata; Kirobo è un robot nato per vincere la gravità ed anche un esperimento al fine di esplorare le capacità di interazione uomo-robot dal punto di vista empatico, nella solitudine dello spazio profondo.

Nato dallo stesso creatore, negli ultimi anni sta “invadendo” il mondo Robi, il bambino robot che nasce come kit “fai-da-te” acquistabile in edicola a fascicoli, un robot dal design inconfondibile ed affascinante. Alto soli 35 cm e dal peso di 1kg, con un look che richiama esplicitamente l’anime Astroboy, Robi è perfettamente riconducibile al fenomeno dei Makers (di cui abbiamo già parlato nei giorni scorsi nel blog di Lime5). Robi, per bocca dello stesso Tomotaka Takahashi, nasce per diventare un compagno di giochi molto semplice da costruire, che non punta sulle capacità e possibilità di programmazione delle sue funzioni, bensì sulla sua espressività, seguendo quella filosofia che vede i robot come umanoidi con i quali poter comunicare, non solo come oggetti da comandare.

Spedizione Amazon con drone

Tra le grandi multinazionali, Amazon si sta muovendo in modo considerevole con i suoi esperimenti nella realizzazione di un servizio di spedizione e trasporto attraverso l’utilizzo di droni, macchine già ampiamente utilizzate in ambito militare, per attività di esplorazione ma anche di attacco. Google, parallelamente, sta acquisendo alcune delle più interessanti startup attive nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale, senza però ancora svelare i suoi piani, nonostante si pensi che queste acquisizioni siano volte all’upgrade dei Google Glass e delle Google Car.

E proprio in ambito militare, vale la pena citare i robot sminatori telecomandati, che aiutano gli uomini nel delicato lavoro di disinnesco di bombe o mine in scenari di guerra.

Star wars R2-D2 e C-3POI robot, insomma, si sono evoluti molto, dall’idea geniale e profetica di Isaac Asimov (che tuttavia non si discosta poi molto dalle attuali realizzazioni) e dai celebri R2-D2 e C-3PO della saga di Star Wars, personaggi di fantascienza idolatrati non solo dai geek, a futuri (sempre meno remoti) compagni di vita degli esseri umani. In fondo, come dice Takahashi, anche gli smartphone sono dei robot, e presto forse diventeranno “abitanti” delle nostre tasche come loro, così piccoli da accompagnare l’uomo in ogni momento della sua vita. Ma in un mondo, dove s’inseguono sempre più voci di spionaggio globale quotidiano, fino a che punto arriverà la robotica nel suo rapporto con l’uomo?

 

Tags: , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Connect with Facebook