I confini della Realtà Aumentata

di
Luigi V. Rinaldi

Quando si lavora nell’ambito dell’innovazione ci si confronta, quasi sempre, con idee e concetti “immaturi”, che devono ancora trovare una loro forma. E, naturalmente, gli stessi concetti ed idee sono al centro di molte discussioni e vengono spesso usati e abusati.

La Realtà Aumentata non è propriamente l’ultima novità. Ci sono molti esempi di applicazioni, ci sono aziende che si sono affermate come leader nel settore e ci sono aziende che hanno già sfruttato l’AR (Augmented Reality) per scopi promozionali. Nondimeno. però, quando guardiamo alle applicazioni e. soprattutto, a ciò che viene etichettato come Realtà Aumentata, ci si rende subito conto di quanta confusione ci sia ancora su cosa è l’AR.

Lo scopo di questo post è quello di avviare un dibattito per tracciare delle linee, per individuare il denominatore comune a tutte le applicazioni di AR. Tecnicamente la Realtà Aumentata implica l’utilizzo di un layer aggiuntivo che viene sovrapposto alla realtà che vediamo. Possiamo considerare questo layer come condizione sufficiente? Quello che vedete qui sotto può essere considerato AR?

Io credo ci sia bisogno di qualcosa in più di una mascherina appiccicata sullo schermo. Non aumenta la mia realtà ci si sovrappone, ma senza toccarla. A mio modo di vedere, il requisito minimo per parlare di Realtà Aumentata sta proprio nell’interazione con la realtà. Un’interazione tra l’utente che usa e manipola il marker e l’applicazione che lo riconosce e lo “aumenta”; e che può raggiungere diversi livelli di interazione. Questo è un esempio semplice

Questo più complesso

Spingendo questa riflessione più in fondo (o più in alto?) possiamo dire che la discriminante, la condizione necesaria e sufficiente sta proprio nella qualità e quantità e dell’ “aumento di realtà”. A ben vedere ciò che un’applicazione di AR deve fare è proprio aggiungere significato (informazioni), solo con questo mind-set possiamo arrivare agli sviluppi più interessanti di questa tecnologia

Sembra banale dirlo, ma nel clima di euforia che attualmente circonda l’AR, forse, è il momento di tracciare delle linee.

Siete d’accordo con questa analisi? O ritenete ci siano altri fattori?

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2 Responses to “I confini della Realtà Aumentata”

  1. Alan Taronna says:

    Ottimo articolo!!

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