Il consumatore social

di
Luigi V. Rinaldi

Nel 1999 un gruppo di esperti scrive il Cluetrain Manifesto; la prima tesi: “I mercati sono conversazioni”, rende in modo perfetto e perentorio la natura sociale del processo d’acquisto. Otto anni dopo, nella mia tesi di laurea, auspicavo la nascita del “consumattore”. Un consumatore più attivo, che ricerca la conversazione con l’azienda, i cui acquisti sono determinati dalle informazioni che loro stessi ricercano sia sui prodotti che sull’azienda.

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Oggi assistiamo alla nascita del consumatore social. Un consumatore che sfrutta le potenzialità offerte dalla rete per aumentare le sue possibilità di interazione sociale. E, attraverso queste interazioni, cerca e condivide informazioni sui prodotti che acquista, sulle aziende che li producono e sulle esperienze legate a questi 2 elementi. Per capire quanto queste informazioni siano di grande rilevanza per il marketing basta pensare che, secondo le ricerche di Nielsen, il 90% dei consumatori si fida delle opinioni di chi conosce, ed il 70% si fida delle opinioni condivise da persone che non conosce. Se la prima statistica non sorprende, la seconda deve far riflettere sul perché di tanta fiducia e, soprattutto, sull’importanza di fare in modo che i potenziali clienti trovino queste informazioni. La risposta al primo quesito sta nella credibilità dell’informazione e del disinteresse di chi la condivide. Inoltre uno studio di Invoke Solution ha trovato che il 59% di chi è sui social network ritiene importante trovare informazioni nel proprio network.

La stessa ricerca, però, ci da un dato ancora più importante; ovvero che il 63% di chi frequenta i social network ritiene importante condividere con il proprio network informazioni e opinioni sui prodotti. Queste persone rappresentano un target d’eccezione; sono loro che creano e condividono i contenuti che andranno ad influenzare le decisioni di chi vuole acquistare. Capire cosa spinge queste persone a produrre e condividere le informazioni è fondamentale per i marketer. Possiamo applicare a queste dinamiche online le stesse regole del mondo offline?

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2 Responses to “Il consumatore social”

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  2. Alan Taronna says:

    Grande articolo 😉

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