Il Marketing di Pace

di
Luigi V. Rinaldi

Tutti sappiamo, e siamo pronti ad affermare, in ogni momento, quanto la guerra sia una cosa negativa, per usare un eufemismo. Eppure, è incredibile constatare in quanti casi, la guerra, venga usata come metafora per le più disparate situazioni.

Il marketing non fa eccezione. Basti pensare che Philip Kotler, riconosciuto universalmente come uno dei padri della disciplina (e su questo potrei fare un appunto), è stato anche il primo a proporre la similitudine tra marketing e guerra, dicendoci che “il marketing è una guerra nella quale il nemico è la concorrenza ed il consumatore è la terra di conquista”. Questo approccio, però, contiene un errore di fondo: il consumatore non è un inerte terreno di conquista. I consumatori sono persone.  E se proprio deve essere guerra tra marche, i consumatori rappresentano la popolazione civile, con tutte le conseguenze che ne derivano. Prima fra tutte una generale, e diffusa, diffidenza verso il marketing e l’ advertising.

Benché piuttosto comune, al giorno d’oggi l’idea del marketing come una guerra non è più accettabile. I consumatori rifiutano di essere considerati una terra di conquista; al contrario, hanno preso consapevolezza del loro ruolo di popolazione e del loro diritto all’autodeterminazione; e in questo nuovo paradigma rivendicano un ruolo sempre più attivo. Le nuove tecniche di marketing si fondano su questo nuovo ruolo. Virale, buzz e guerrilla marketing vedono i consumatori come potenziali alleati, o, ancora meglio, fan, pronti a dare il loro supporto; e infatti, proprio ad essi affidano un ruolo attivo nella diffusione del messaggio in prima istanza, ma non solo.

Sia chiaro che questo articolo non è un invito a lasciarsi alle spalle le tecniche tradizionali di marketing che, anzi, si dimostrano ancora efficaci. Ma è un invito a cambiare il modo stesso di intendere il marketing, abbandonando la logica conflittuale e distruttiva per passare ad un sistema in cui i clienti non sono un bersaglio (target), ma dei partner con sui costruire il futuro.

La vostra azienda è pronta per questo cambiamento?

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One Response to “Il Marketing di Pace”

  1. Luigi says:

    intelligente spirito critico, eticamente corretto e visionario. bell’articolo ! si dovrebbe avviare una discussione in merito !
    cose tipo “guerrilla mktg” inculcano nell’immaginario collettivo una connotazione negativa…che tra l’altro, altro non fa che indisporre (forse inconsciamente) il consumatore !
    c’è da parlarne…

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